Unità di Bologna (tesi di Lorenzo Chiarofonte e Nicola Renzi)
Il questionario Echofriendly si propone di sviluppare un modello acustemologico applicato alla descrizione qualitativa dei paesaggi sonori, adottando una prospettiva interculturale e transculturale. Accogliendo gli spunti delle più recenti ricerche sulla percezione del suono e sulla valutazione degli ambienti acustici (Engel et al. 2020; Iscen 2014; Jeon 2018), e in linea con quanto raccomandato dalla norma ISO 12913-1 (2014), il questionario mira a offrire un protocollo di valutazione che evidenzi il ruolo dei fattori socio-culturali nell’interpretazione dei paesaggi sonori, con un’attenzione specifica agli aspetti culturali e transculturali della percezione uditiva.
La versione iniziale del questionario Echofriendly è stata elaborata nel 2022-2023 grazie alla collaborazione tra Lorenzo Chiarofonte (Università di Bologna), Camila Degen (Università di Torino) e Nicola Renzi (Università di Bologna). Diverse versioni del questionario sono state progressivamente affinate attraverso un processo continuo di confronto tra i curatori, nonché a partire dai feedback ricevuti dagli studenti della Laurea Magistrale dell’Università di Bologna, nell’ambito delle attività laboratoriali dedicate allo studio dei paesaggi sonori. Le modifiche apportate nel corso delle varie edizioni hanno permesso non solo di rendere il protocollo di valutazione più articolato e completo, ma anche di migliorarne l’usabilità, con particolare attenzione alla chiarezza, alla snellezza della compilazione e all’accessibilità per studenti internazionali, spesso meno familiari con la terminologia specialistica impiegata nelle versioni iniziali.
Le revisioni che hanno portato al protocollo finale (2023-2024) hanno reso il questionario Echofriendly non solo più articolato e coerente dal punto di vista metodologico, ma anche più accessibile e funzionale, specialmente per un’utenza internazionale con livelli diversi di familiarità con la terminologia tecnica.
ENGEL, Margret Sibylle, Janina FELS, e Carmella PFAFFENBACH. 2020. “A socio-cultural perspective of sound and location perception: A case study in Aachen, Germany”. Science of the Total Environment 717: 137-147.
ISCEN, Ozgun Eylul. 2014. “In-Between Soundscapes of Vancouver: The newcomer’s acoustic experience of a city with a sensory repertoire of another place”. Organised Sound 19(2): 125–135.
JEON, Jin Yong, Joo Young HONG, Catherine LAVANDIER, Jeanne LAFON, Östen AXELSSON e Malin HURTIG. 2018. “A cross-national comparison in assessment of urban park soundscapes in France, Korea, and Sweden through laboratory experiments”. Applied Acoustics 133: 107-117.
La versione più recente del questionario è stata sviluppata a partire dal modello proposto in Engel et al. (2020). Inizialmente utilizzato per indagare ambienti urbani — come parchi e strade — attraverso passeggiate sonore e interviste con residenti e lavoratori, il modello è stato ampliato per consentire una maggiore applicabilità anche a contesti ambientali eterogenei, con l’obiettivo di offrire uno strumento flessibile e adattabile alla diversità delle situazioni di ascolto.
La versione più recente del questionario si articola in dieci schede, ciascuna dedicata a un aspetto specifico del rilevamento, con l’obiettivo di guidare i rispondenti in un’analisi strutturata del paesaggio sonoro oggetto di indagine e di agevolare una navigazione ordinata e funzionale tra le domande proposte.
Infine, qualora i partecipanti dispongano di strumenti per la misurazione del livello di pressione sonora – come fonometri professionali o app mobili – viene richiesto di riportare il valore medio registrato in decibel (dB), specificando tra parentesi il tipo di dispositivo utilizzato.
Viene inoltre chiesto loro di suggerire quale tipo di intervento potrebbe contribuire alla riduzione dell’impatto sonoro indesiderato. Parallelamente, la medesima scheda esplora la dimensione della tutela del paesaggio sonoro, invitando i partecipanti a riflettere sull’eventuale presenza di suoni considerati culturalmente o naturalmente significativi, identitari per il luogo e quindi meritevoli di particolare tutela. Anche in questo caso, viene chiesto di identificare una o più fonti sonore e di suggerire azioni utili a garantirne la salvaguardia nel tempo. Questa sezione assume particolare rilevanza in una prospettiva ecologica, culturale e partecipativa, in quanto promuove il co-design di criteri di qualità sonora attraverso l’esperienza diretta degli utenti, tenendo concretamente conto della natura plurale della loro percezione aurale e sentimentale del luogo.
Infine, i partecipanti sono sollecitati a riflettere su come il proprio impatto possa essere percepito da altri fruitori dello spazio acustico, indicando se venga interpretato come positivo, neutrale o negativo, eventualmente motivando la propria risposta. Questa scheda ha come obiettivo quello di evidenziare la dimensione relazionale e situata dell’ascolto, promuovendo una maggiore consapevolezza del ruolo attivo degli individui nei processi di costruzione, trasformazione e interpretazione del paesaggio sonoro.
Questa sezione si è rivelata particolarmente preziosa per la ricchezza delle risposte ottenute, che testimoniano la pluralità e il valore qualitativo delle percezioni soggettive emergenti al di fuori del protocollo strutturato. Tali contributi non solo arricchiscono la comprensione contestuale dell’ambiente acustico attraverso narrazioni individuali, bensì offrono anche spunti concreti per l’ottimizzazione del questionario stesso, promuovendo uno strumento di rilevazione più flessibile e al contempo metodologicamente solido, capace di accogliere prospettive non rigidamente codificate.
Nel processo di revisione delle prime versioni del protocollo di rilevamento sonoro sono state introdotte alcune modifiche mirate a migliorarne la flessibilità, la precisione e l’adattabilità a diversi contesti operativi.
A partire dalla scheda 3, il questionario si concentra esclusivamente sugli aspetti sonori. Si è ritenuto necessario fin da subito precisare con maggiore accuratezza la tipologia di esperienza di rilevamento e di ascolto svolta. La sezione 3, “Rilevamento sonoro”, è stata pertanto ampliata con una serie di domande che permettono di distinguere tra registrazioni statiche e in movimento (ad esempio soundwalk), di caricare file audio multipli, e di specificare l’intervallo temporale tra registrazioni successive. Inoltre, per utenti formati o con esperienza (ad es. studenti), è ora possibile inserire informazioni relative alla strumentazione utilizzata e, ove disponibile, dati quantitativi associati alla rilevazione (Fig. 1).
La possibile introduzione di un flag dedicato e del geocodice per consentire una localizzazione precisa del rilevamento si è rivelata una questione critica per diversi motivi. Sebbene agli utenti venga richiesto il consenso informato (sezione 1), l’integrazione tra dati geolocalizzati e altre risposte fornite nel questionario potrebbe generare informazioni ritenute eccessivamente caratterizzanti e potenzialmente sensibili. A questa criticità si aggiungono le difficoltà tecniche legate all’implementazione di una funzione di geolocalizzazione automatica all’interno dello script del Modulo Google utilizzato. Ciononostante, la possibilità di raccogliere dati georiferiti rimane centrale per l’accuratezza del protocollo, risultando particolarmente utile nel caso di rilevamenti effettuati in movimento, in cui la localizzazione automatica permetterebbe di determinare con precisione il punto di partenza, di arrivo e, potenzialmente, i punti intermedi, tracciando così il percorso compiuto dal rispondente su una mappa.
Le domande della sezione 6 “Percezione del contesto sonoro”, relative all’identificazione delle fonti sonore (confortevoli, disturbanti e neutrali), sono state trasformate in facoltative, in modo da evitare che l’utente si senta costretto a selezionare fonti non presenti (Fig. 2).
Rilevante anche, nella sezione 6, la possibilità di inserire dati quantitativi (SPL, dB medi, tracciati fonometrici) rilevati tramite app o fonometri, riferiti al medesimo intervallo temporale della registrazione (Fig. 3).
La presenza discernibile di conversazioni private nei rilevamenti di paesaggi sonori effettuati in luoghi pubblici affollati è stata oggetto di riflessione in relazione alle implicazioni etiche del questionario. Sebbene in molti contesti tale presenza risulti di fatto inevitabile o difficilmente mascherabile, essa solleva interrogativi legati alla privacy e alla responsabilità nella raccolta e diffusione dei dati sonori. In questa versione del questionario non è stata implementata alcuna opzione specifica per segnalare tale evenienza; tuttavia, una modalità sperimentale in tal senso è stata introdotta da Camila Degen nell’ambito delle attività di rilevamento condotte con gli studenti dell’Università di Torino (cfr. INFRA)
La prima fase di sperimentazione dell’applicativo Echofriendly è stata condotta durante l’anno accademico 2022-2023, nell’ambito delle attività laboratoriali del modulo “Bologna crocevia di culture”. In questa fase preliminare, l’attività si è limitata alla sola compilazione della prima versione del questionario di valutazione, senza l’ausilio di strumentazioni specifiche per il rilevamento sonoro. Gli studenti non sono stati dunque dotati di registratori semi-professionali (Zoom H1n), né hanno utilizzato applicazioni per la misurazione del livello di pressione sonora (SPL), strumenti che sono stati invece impiegati sistematicamente nella fase di raccolta dati finale nel biennio 2024-2025.
Nel corso del laboratorio, agli studenti sono stati introdotti i principi fondamentali dello studio dei paesaggi sonori, accompagnati da una panoramica essenziale sulle tecniche di registrazione sul campo. Le informazioni fornite erano volutamente ridotte all’essenziale, al fine di testare l’usabilità e la chiarezza del questionario stesso, senza condizionare eccessivamente l’approccio degli utenti. Tale scelta metodologica si è rivelata utile per individuare eventuali ambiguità, criticità o difficoltà riscontrate durante la compilazione. Tali riscontri sono stati raccolti e discussi nel corso di una sessione finale di restituzione e confronto.
Per questa prima fase non sono state fornite istruzioni specifiche in merito ai luoghi da esplorare per i rilevamenti. Gli studenti hanno avuto piena libertà di scelta, favorendo così una varietà di contesti urbani e periurbani. Le esercitazioni sul campo si sono svolte tra il 20 febbraio e il 1° marzo 2023, in concomitanza con il periodo delle festività di carnevale. Numerose rilevazioni sono avvenute a Bologna e nella provincia, documentando una molteplicità di situazioni acustiche legate alle celebrazioni carnevalesche, caratterizzate dalla presenza di musica dal vivo e cortei.
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20/02/2023 |
Catanzaro (CZ) |
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21/02/2023 |
Sampeyre (CN) |
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22/02/2023 |
Piazza Maggiore e Via Indipendenza (Bologna) |
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23/02/2023 |
Bologna |
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23/02/2023 |
Sala Comunale, Monghidoro (BO) |
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23/02/2023 |
Piazza Lucio Dalla (Bologna) |
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23/02/2023 |
Piazza Lucio Dalla (Bologna) |
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24/04/2023 |
Monghidoro (BO) |
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25/02/2023 |
Via Farini (Bologna) |
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27/02/2023 |
Bologna |
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28/02/2023 |
Monghidoro (BO) |
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28/02/2023 |
Monghidoro (BO) |
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28/02/2023 |
Piazza Maggiore (Bologna) |
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28/02/2023 |
Catanzaro (CZ) |
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28/02/2023 |
Piazza Minghetti (Bologna) |
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28/02/2023 |
Piazza Maggiore (Bologna) |
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01/03/2023 |
Piazza Maggiore (Bologna) |
Ogni partecipante ha proceduto individualmente alla compilazione del questionario Echofriendly, utilizzando il proprio dispositivo mobile. A ciascuna valutazione è stato allegato un breve video, della durata massima di 1 minuto, registrato direttamente sul posto. Questo ha permesso di associare l’esperienza sonora a una documentazione visiva del contesto, utile per successive analisi incrociate.
La marcata eterogeneità dei luoghi scelti dagli studenti per il rilevamento ha reso impraticabile una comparazione sistematica delle esperienze d’ascolto. I dati raccolti risultano infatti troppo diversificati sul piano spaziale e temporale per poter essere messi in relazione diretta. Nonostante ciò, la riflessione collettiva emersa durante la discussione finale ha fornito preziose indicazioni di carattere metodologico e progettuale.
Durante l’ultimo incontro laboratoriale, si è tenuta una sessione di confronto con tutti gli studenti partecipanti. In tale occasione sono stati evidenziati i seguenti aspetti critici:
1) Terminologia tecnica: numerosi studenti, sia italiani che internazionali, hanno segnalato difficoltà nella comprensione di alcuni termini utilizzati nel questionario, giudicati troppo tecnici o ambigui. Esempi emblematici sono stati i termini “impronta sonora” e “frequenza udibile”, entrambi percepiti come poco chiari. In accordo con il docente, è stata dunque sottolineata la necessità di semplificare il linguaggio delle domande e di integrare il percorso formativo con una più solida introduzione ai concetti fondamentali dell’analisi dei paesaggi sonori.
2) Durata e struttura del questionario: diversi studenti hanno evidenziato l’eccessiva lunghezza del questionario, in particolare la presenza di numerose domande aperte che richiedevano una risposta dettagliata. A tal proposito è stato suggerito di differenziare il formato del questionario in due versioni distinte: una versione “leggera”, più rapida e intuitiva, da utilizzare direttamente sul campo durante eventi o rilevamenti dinamici, e una versione più articolata, da completare successivamente con riflessioni a posteriori.
Alla luce di queste osservazioni, è emersa con chiarezza la necessità di procedere verso una profonda revisione del questionario Echofriendly, intervenendo sia sulla complessità terminologica sia sulla lunghezza complessiva dello strumento al fine di migliorarne l’accessibilità e l’efficacia.
Nel corso delle attività laboratoriali dell’anno accademico 2024–2025, è stato dedicato ampio spazio alla preparazione teorica e tecnica degli studenti in merito alla prassi di ricerca ecoacustica. Questa didattica si è rivelata propedeutica alla realizzazione di una serie di rilevamenti fonometrici e di esercitazioni pratiche finalizzate alla sperimentazione sul campo del questionario Echofriendly, testato da un gruppo più ampio ed eterogeneo di rilevatori. Le attività si sono distribuite su tre Dipartimenti dell’Università di Bologna – Dipartimento delle Arti, Dipartimento di Storia, Culture e Civiltà, e Dipartimento dei Beni Culturali – coinvolgendo studenti con background disciplinari diversificati, dall’etnomusicologia all’antropologia culturale, fino agli studi sulla sostenibilità. Durante le lezioni, gli studenti sono stati introdotti allo studio delle acustemologie locali come approccio fondamentale per integrare l’analisi quantitativa e comparativa dell’ambiente sonoro con una prospettiva qualitativa attenta alla pluralità delle culture d’ascolto. Questo approccio è stato presentato come indispensabile nell’affrontare pratiche bioculturalmente sostenibili di tutela e salvaguardia dei paesaggi sonori, che richiedono una sensibilità particolare verso i valori attribuiti a suoni e rumori da diverse comunità e gruppi generazionali. Dopo aver approfondito i principali riferimenti teorici nello studio qualitativo dei paesaggi sonori, l’attenzione si è spostata sulle metodologie di raccolta dei dati, con un focus specifico sul questionario Echofriendly, sulle tecniche di field recording e sulla scelta dell’attrezzatura più adeguata in funzione delle caratteristiche acustiche del sito da indagare. Gli studenti sono stati inoltre formati all’utilizzo di QGIS per la mappatura acustica, al fine di generare rappresentazioni visive dei dati ottenuti. In conclusione, una serie di casi etnografici tratti dai lavori di ricerca di Lorenzo Chiarofonte (in Myanmar, in Emilia-Romagna e nel Lazio) e di Nicola Renzi (nell’Artico europeo e in Sardegna) ha permesso di riflettere criticamente sulle limitazioni di un approccio puramente acustico che non sia affiancato da un’indagine acustemologica. Tali esempi hanno evidenziato come, in assenza di uno sguardo contestuale e critico sulle culture dell’ascolto, le pratiche di salvaguardia del paesaggio sonoro rischino involontariamente di rafforzare modelli normativi di tutela acustica non sostenibili, in quanto non rappresentativi della complessità delle culture d’ascolto coinvolte.
Nel complesso, l’attività ha prodotto sei rilevamenti fonometrici distribuiti in due uscite sul campo, con la partecipazione di circa 10–12 studenti per ciascun rilevamento. L’attività ha consentito agli studenti di applicare in modo pratico i concetti teorici relativi all’analisi dei paesaggi sonori, approfonditi precedentemente durante le lezioni seminariali. Inoltre, ha permesso la raccolta di dati sia quantitativi (livelli di pressione sonora, SPL) sia qualitativi (registrazioni audio/video e valutazioni tramite il questionario Echofriendly), relativi ai paesaggi sonori della città di Bologna. La significativa presenza di studenti internazionali, in particolare provenienti dalla Repubblica Popolare Cinese (circa il 50% dei partecipanti), ha evidenziato il carattere transculturale dell’esperienza di ascolto e interpretazione dei paesaggi sonori e della metodologia di valutazione.
Un’ulteriore occasione di valutazione e consolidamento del questionario si è presentata in occasione dell’ottava conferenza mondiale Analytical Approaches to World Musics (AAWM), tenutasi a Bologna nel giugno 2024, dove Lorenzo Chiarofonte e Nicola Renzi hanno coordinato un workshop dedicato alle tecniche di registrazione e analisi ecoacustica dei paesaggi sonori urbani. L’evento, che ha posto particolare attenzione alle interazioni sonore e musicali tra la città di Bologna e i suoi abitanti, si è articolato in tre momenti principali: una sessione introduttiva dedicata agli approcci metodologici al rilevamento sonoro in chiave ecoacustica; una soundwalk nel centro storico della città, durante la quale sono state condotte attività di registrazione e misurazione fonometrica; e una fase finale di analisi spettrografica e mappatura geografica dei dati sonori tramite software open-source (Sonic Visualiser, Raven Lite e QGIS). Nel corso della passeggiata sonora è stata somministrata ai partecipanti la versione più aggiornata del questionario, accompagnata da una traduzione inglese verbalizzata e non ufficiale, pensata per agevolare la partecipazione degli ospiti internazionali. Considerata la composizione altamente specializzata del gruppo – composto da ricercatori attivi nel campo degli studi quanti-qualitativi sul suono, la musica e le culture dell’ascolto – i feedback raccolti al termine della somministrazione si sono rivelati particolarmente utili per raffinare ulteriormente il questionario, soprattutto in relazione alla sua tenuta metodologica e alla rilevanza scientifica dei valori ricercati. Parallelamente, durante la soundwalk, i partecipanti erano invitati a utilizzare propri dispositivi mobili per la registrazione, contribuendo così a testare anche l’accessibilità tecnologica e la fattibilità tecnica dell’intero rilevamento Echofriendly.
I rilevamenti sono stati realizzati in luoghi significativi della città di Bologna, selezionati con i partecipanti del workshop e gli studenti durante gli incontri di laboratorio:
martedì 11 giugno 2024:
venerdì 22 novembre 2024:
venerdì 29 novembre 2024:
In accordo con i partecipanti, la raccolta dati sul campo è stata realizzata individualmente da ciascuno studente, seguendo un protocollo suddiviso in più fasi:
1) Strumentazione: Ogni partecipante è stato dotato di un registratore semi-professionale Zoom H1n, numerati da 1 a 12 per consentirne l’identificazione. In aggiunta, ciascuno ha utilizzato il proprio smartphone o iPhone per la raccolta di dati sia quantitativi sia qualitativi.
2) Selezione dei punti di ascolto/registrazione: Gli studenti si sono disposti al centro di 12 quadranti, formando una griglia di punti d’ascolto il più possibile regolare ed equidistante, al fine di ottenere una mappatura audio approfondita e fedele del paesaggio sonoro (Figg. 4.1 e 4.2). Questa disposizione ha permesso di adottare una prospettiva multiposizionale nell’analisi sonora.

3) Raccolta dei dati quantitativi: Utilizzando il registratore Zoom H1n (stesso settaggio descritto nella Sezione 3), ogni partecipante ha realizzato una registrazione audio della durata massima di 2 minuti, successivamente condivisa con il docente. Parallelamente, ciascuno ha:
4) Raccolta dei dati qualitativi: Dopo la fase 3, ogni partecipante ha compilato in loco il questionario Echofriendly, utilizzando il proprio dispositivo, senza abbandonare la postazione di registrazione. Alla compilazione è stato allegato un breve video (massimo 1 minuto) registrato sul posto. Il processo si è concluso con un momento di confronto tra le risposte individuali (Fig. 5), poi discusso collettivamente in un focus group in aula.
Discussione e confronto finale
La fase conclusiva del laboratorio ha previsto un incontro tra studenti e docente per discutere i dati raccolti e riflettere sull’intera esperienza di rilevamento. Durante il confronto sono emersi i seguenti punti critici:
In altri contesti, come la scalinata del Pincio (Fig. 7) o Piazza VIII Agosto (Fig. 8), la configurazione è risultata più dispersiva: nel primo caso, la disposizione lungo le scale ha generato una stratificazione verticale dei suoni. A rendere più complicato il rilevamento sulla scalinata è stato anche il forte vento, che ha di fatto impedito la realizzazione di registrazioni efficaci, interferendo significativamente con la qualità dell’audio raccolto.
Nel secondo caso, la complessità e la vastità del mercato ha reso impossibile una sovrapposizione tra i punti di registrazione, facendo sì che a postazioni anche relativamente distanti corrispondessero paesaggi sonori molto diversi. Ad esempio, i punti 1-4 hanno registrato una notevole presenza di suoni legati al traffico cittadino, del tutto assenti invece nei punti 9-12, collocati in aree più interne e protette del mercato.
Anche in Piazza Re Enzo (Fig. 9), la disposizione è risultata irregolare a causa della presenza di edifici riflettenti e la massiccia presenza di persone dovuta a una manifestazione sindacale. di una manifestazione sindacale. In questi casi, tuttavia, l’irregolarità della griglia di posizionamento dei punti di ascolto ha contribuito a restituire la complessità del paesaggio sonoro in esame. In questo contesto, un’ulteriore criticità è emersa a causa dell’abbandono dell’attività da parte di alcuni studenti. Il rilevamento è stato infatti condotto da 9 studenti, oltre al docente. Per garantire la coerenza del sistema di identificazione dei dispositivi precedentemente numerati, è stato utilizzato un registratore supplementare, in modo da non alterare l’assegnazione originaria degli strumenti.
Il confronto con i partecipanti alle attività di rilevamento fonometrico nella città di Bologna ha permesso di evidenziare punti di forza, criticità e limiti dei protocolli adottati. L’esperienza sul campo e i riscontri ottenuti si sono rivelati particolarmente utili per affinare la progettazione dell’applicativo Echofriendly, così da renderlo più adatto alle diverse esigenze degli utenti e impiegabile in una varietà di contesti operativi.
In particolare, sono emerse esigenze relative alla semplificazione dell’interfaccia, alla possibilità di utilizzo offline in aree non coperte da rete, all’integrazione automatica dei dati di geolocalizzazione e alla compatibilità con una più ampia gamma di dispositivi mobili. Ulteriori spunti sono stati offerti dalla necessità di migliorare l’accessibilità linguistica del questionario e di garantire una maggiore flessibilità nella gestione e nel caricamento di file audio e video. L’attività ha inoltre posto in evidenza la rilevanza di strumenti capaci di adattarsi tanto a contesti urbani complessi quanto a spazi naturali.
[1] Giovanni Giuriati. 2010. Percorrere la musica. Percorsi sonori processionali di musicisti e ascoltatori in uno spazio muiscale. In Spazi sonori della musica, a cura di G. Giuriati e L. Tedeschini Lalli, pp. 173-208. Palermo: L’Epos.